Che cos’è il tempo? Bergson, Maritain, Dingle a confronto con Einstein

‌                  Rocco Vittorio Macrì                     ‌ 

«Ardo dal desiderio di penetrare in questo intricatissimo mistero»! Così tanto Sant’Agostino era affascinato dall’enigma più imperscrutabile e antico, la realtà del tempo.

«Pensare il tempo è come arare il mare», ammette nella sua veste di filosofo il fisico Etienne Klein. E se un Wittgenstein – a distanza di un millennio e mezzo da Agostino – ancora si pone la domanda dell’Ipponese «Dove va il presente quando diventa passato, e dov’è il passato?», un Heidegger arriva a chiedersi addirittura se non esista una sorta d’identità tra essere e tempo.

In effetti, non v’è stato pensatore significativo, dall’antichità ai nostri giorni, che non abbia fatto del confronto con il mistero del tempo un momento essenziale del suo stesso filosofare: da Parmenide a Zenone, a Kant; da Democrito Epicuro Lucrezio fino a Mach; da Platone a Bergson; da Aristotele a Leibniz; da Plotino a Newton. Eppure, tutte queste presunte definizioni del tempo – sottolinea Klein – presuppongono, a monte, “l’idea del tempo”.

Nonostante ciò il XX secolo ha conosciuto una definizione inedita e operazionale del concetto di tempo: Einstein spoglierà la vecchia nozione da ogni contenuto metafisico; da causa per il movimento dell’orologio, il tempo diventerà effetto del movimento di quest’ultimo. Diventeranno operazionali perfino i concetti di passato, presente e futuro, e, come se non bastasse, verrà messo in crisi il concetto stesso di causalità.

Il presente lavoro indaga minuziosamente su tale rivoluzione, che dalla Teoria della Relatività in poi pretende di frantumare le miriadi di costruzioni filosofiche precedenti e creare una Weltanschauung febbricitante di futuro utopico e novità cronolatriche, fino ai cosiddetti “viaggi nel tempo”.

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What is time? Bergson, Maritain, Dingle compared with Einstein

«I burn with the desire to tap into this intricate mystery»! St. Augustine was so fascinated by the enigma most ancient and inscrutable, the reality of time. «To think time is like plowing the sea», he admits in his capacity as philosopher physicist Etienne Klein. And if Wittgenstein – after a millennium and a half Agostino –  dell’Ipponese still asks the question «Where does this when it becomes past, and where is the past?», Heidegger comes to a question whether there is even a sort of identity between being and time. In fact, there was no significant thinker, from antiquity to the present day, which has not made the comparison with the mystery of time an essential part of his philosophy: from Parmenides to Zeno, to Kant; from Democritus Epicurus Lucretius up to Mach; from Plato to Bergson; from Aristotle to Leibniz; from Plotinus to Newton. Yet, all these alleged definitions of time – said Klein – assume, upstream, “the idea of time”. Despite this, the twentieth century has seen a new and operational definition of the concept of time: Einstein spoil the old notion of any metaphysical content; be due to the movement, the weather will effect the movement of the latter. Become operational even the concepts of past, present and future, and to make matters worse, it will be dealt a blow to the concept of causality.

The present work investigates in detail about such a revolution that seeks to crush the myriad philosophical constructions above and create a world view of utopian future and new fever chronolatry, to the so-called “time travel”.

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