Cogito ergo sum

‌                  Rocco Vittorio Macrì                       ‌

Per più di una generazione si è assistito alla negazione e ribaltamento del Cogito cartesiano: quell’«io penso» che, rimbalzando su Kant e rotolando su Husserl, si infrangerà poi nell’impatto con la barriera neopositivista.

Con Bertrand Russell si passerà dall’«io penso» al «si pensa in me», e Carnap sentenzierà che «dal Cogito non segue il sum; dall’“io sperimento” non segue che io sono, ma che una esperienza è» (R. Carnap, La costruzione logica del mondo).

Non c’è da stupirsi, allora, se da queste premesse si sia arrivati oggi al Sum ergo Cogito, “sono dunque penso”. Un’impressionante successione di titoli di articoli, giornali, libri, riportano la nuova conquista del ribaltamento del Cogito cartesiano. Rigirare il filosofo francese a testa in giù è divenuto oramai moda, tendenza, espressione del pensiero contemporaneo.

E in questa metamorfosi del Cogito, le prime nozioni sostanziali a farne le spese sono quelle di anima e di dimensione spirituale. Infatti, a cosa serve la vecchia nozione di anima se addirittura le particelle materiali come l’elettrone hanno coscienza e volontà, come insegna il gruppo di ricerca di fisica quantistica che fa capo al fondatore Niels Bohr?

È la materia il reame del mondo, il mattone del TUTTO! Così mentre il neurofisiologo Antonio Damasio cerca di evidenziare bene tale capovolgimento a partire dal cervello (A. Damasio, L’errore di Cartesio. Emozioni, ragione e cervello umano), il fisico-matematico Paul Davis si chiede: «Tuttora non è ancora immaginabile una mente senza cervello. Se Dio è una mente, avrà dunque un cervello?  Un cervello corporeo?».

Fanno eco scienziati come Changeux e Connes: «Nessuno dirà, salvo certi credenti, che il Verbo esiste prima della Materia!» (J.P. Changeux e A. Connes, Pensiero e materia). Ecco, dunque, il verdetto della scienza moderna: sum ergo cogito, emergentismo.

Si spiega così perché negli ultimi anni è entrato in scena, in forma massiccia, un approccio quantistico ai circuiti neuronali, dilatato in modo estremo dalla «Kopenhagener Geist der Quantentheorie» – per usare un’espressione di Heisenberg – nel tentativo di far rientrare i processi biologici come sottoinsieme dei fenomeni quantici.

Si arriva così a definire l’anima, concetto plurimillenario, come una proprietà emergente della materia. Ma, come vedremo nell’articolo, l’ultima parola spetta a Platone.

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Cogito ergo sum

To more than a generation there has been a denial and reversal of the Cartesian cogito: the «I think» that, bouncing on Kant and Husserl on rolling, then it will break on impact with the barrier neopositivist. By Bertrand Russell will go from «I think» to «thinking in me», Carnap and who will sentence «Cogito does not follow from the sum, from “I experience” does not follow that I am, but that experience is» (R. Carnap, The logical construction of the world). No wonder, then, if these premises has arrived today at Sum ergo Cogito, “I am then I think” An impressive succession of titles of articles, newspapers, books, report the new conquest of the overturning of the Cartesian Cogito. Turn over the French philosopher upside down it has become fashionable, trendy, expression of contemporary thought. And in this metamorphosis of the Cogito, the basics to make substantial expenditures are those of soul and spiritual dimension. In fact, what is the old notion of the soul even if the material particles like electrons have consciousness and will, as shown by the research group of quantum physics which is headed by the founder Niels Bohr? It is the realm of the material world, the brick at all! So while the neurophysiologist Antonio Damasio seeks to highlight the good reversal from the brain (Damasio, ‘Reason Descartes Error, Emotion and the Human Brain), the mathematical physicist Paul Davis asks: «Still it is still conceivable a mind without a brain. If God is a mind, will therefore have a brain? A brain body?». Echoed by scientists such as Changeux and Connes, «No one will say, except some who believe that the Word exists before the matter» (JP Changeux and A. Connes, Mind and matter). Here, then, the verdict of modern science: sum ergo cogito, emergency. This explains why in recent years came on the scene, in massive form, an approach to quantum neural circuits, stretched to an extreme by the “Geist der Kopenhagener Quantentheorie” – in the words of Heisenberg – in an attempt to include processes Organic as a subset of quantum phenomena. This brings us to define the soul, a concept thousands of years, as an emergent property of matter. But, as discussed in the article, the last word in Plato.

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