Neopitagorismo e Relatività

‌                  Rocco Vittorio Macrì                    ‌

Raffinati modelli matematici hanno oggi assunto la guida non solo durante la creazione dei modelli fisici, ma addirittura durante il relativo processo ermeneutico, ridando splendore a Pitagora e all’affermazione del suo discepolo Filolao: «Senza il numero non sarebbe possibile pensare né conoscere alcunché».

Sotto questa luce le parole di Dirac (1931) appaiono paradigmatiche: «Il più potente metodo di avanzamento che può essere suggerito oggi è quello di impiegare tutte le risorse della matematica pura, nel tentativo di perfezionare e generalizzare il formalismo matematico che costituisce la base esistente della fisica teorica, e, dopo ogni successo in questa direzione, di tentare di interpretare le nuove forme matematiche in termini di entità fisiche».

L’articolo analizza l’influenza, il rapporto e perfino il legame parentale che la “gaussiana” concezione del pensiero matematico che spazia da Gauss a Cantor fino a Hilbert ha avuto nei riguardi della sconvolgente ideazione, progettazione ed elaborazione della fisica contemporanea, e se Einstein può essere visto (suo malgrado) come l’anello di collegamento tra la cosiddetta Scuola di Göttingen e la Scuola di Copenhagen, tanto più che è ormai ben assodato che la seconda ha completato il lavoro di “svuotamento categoriale” iniziato dalla prima.

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Neopythagoreanism and Relativity

Sophisticated mathematical models have today taken the lead not only during the creation of physical models, but even during its process of interpretation, giving glory to Pythagoras and his disciple Philolaus statement: «Without the numbers would not be possible to think or know anything». In this light the words of Dirac (1931) appear to be paradigmatic: «The most powerful method of play that can be recommended today is to use all the resources of pure mathematics, in an attempt to refine and generalize the mathematical formalism that forms the basis of existing of theoretical physics, and, after each success in this direction, groped to interpret the new mathematical forms in terms of physical entities».

The article explores the influence, the relationship and even the family relationship that the “gaussian” conception of mathematical thinking that goes from Gauss to Cantor up to Hilbert had in respect of the shocking concept, design and development of contemporary physics, and if Einstein can be seen (despite himself) as the link between the so-called School of Göttingen and Copenhagen School, particularly since it is now well established that the second completed the work of “emptying categorical” started from the first.

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