Relativismo e pensiero debole: la perdita del fondamento

‌                 Rocco Vittorio Macrì                            

Ci troviamo al culmine della diffusione di un fenomeno che appare ormai irrefrenabile: ogni campo del sapere sembra intaccato e affetto da un’epidemia che lascia poche speranze per il nuovo millennio.  Si tratta del relativismo, struttura portante del cosiddetto “pensiero debole”, che la “modernità” ha inflitto alla nostra civiltà diffondendolo a dimensione planetaria sotto morfologie solo apparentemente cangianti, come indifferentismo, nichilismo, mobilismo, pirronismo, soggettivismo, individualismo, ecc., in campo ontologico, gnoseologico, culturale, etico, terminologico, … Effettivamente, siamo figli del pensiero debole, sfondo e respiro di un mondo frantumato, senza più unità semantica.

Nel presente lavoro viene rintracciato un volto e un percorso al relativismo sottostante le espressioni di una modernità che, affetta da una «cronolatria epistemologica» – per usare le parole di Jacques Maritain – porta alla «logofobia», al prassismo e all’efficientismo contemporanei, alla perdita del fondamento.

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Relativism and weak thought: the lost of foundation

We are losing ground at the height of the spread of a phenomenon that now seems unstoppable: every field of knowledge seems touched and affected by epidemic that leaves little hope for the new millennium. This is relativism, structure of the so-called “weak thought”, that “modernity” has inflicted on our civilization spreading global dimension in the seemingly ever-changing morphologies, such as indifference, nihilism, furniture, skepticism, subjectivism, individualism, etc.., in the field of ontological, epistemological, cultural, ethical, terminology, … Indeed, we are children of weak thought, background and breath of a broken world, without a semantic unit.

This paper traced a face and a path to relativism underlying the expressions of a modernity that is suffering from a «epistemological chronolatry» – in the words of Jacques Maritain – leads to «logofobia», the contemporary prassismo and efficiency, the loss of the foundation.

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